DICHIARAZIONI CONCERNENTI RINUNCE A RIMBORSI - GETTONI - FONDI DEI GRUPPI

Dichiarazione Comune di Cantoira

Dichiarazione Comunità Montana Valli di Lanzo

Dichiarazione Comune di Torino

Dichiazione Comune di Cellamonte

Si  aggiunga che pur avendone diritto, Martucci non ha mai chiesto rimborsi trasferta KM

NOTIZIE FALSE SU MARTUCCI - DIFFAMAZIONE

Nel 2011 uscì quest'altro virulento articolo  su La Stampa dove nella fretta di attaccare ci si dimenticò di verificare le fonti e "tout court" si asserì che Martucci avrebbe presentato dei documenti falsi come presidente di un'associazione studentesca (carica che non ha mai ricoperto), anche se l'Università smentì sempre il tutto.

In effetti proprio la firma di Martucci risultò falsificata più volte e in molti modi diversi, forse in effetti si trattò solo di uno scherzo o di una macchinazione.

In ogni caso innanzi al tribunale di Alessandria si è svolto un processo ad un malcapitato giornalista che aveva interamente copiato l'articolo de La Stampa, articolo che è stato ritenuto diffamatorio dai giudici di Alessandria. Di diverso avviso la Procura di Torino che invece ha archiviato la querela.

Documenti inerenti i fondi universitari:

Come vedete la firma di Martucci è stata falsificata grossolanamente così come riferito nel 2004 da La Stampa, che effettivamente in questo articolo ne dava conto, ma che poi nel 2011 decise di tacerne i fatti, dando il via alla macchina del fango.

DECADENZA DALL'UFFICIO DI CONSIGLIERE COMUNALE

Due parole infine sulla decadenza dal Comune di Torino. Nel 2011 Martucci si era dimesso da consigliere comunale e di comunità montana all'atto della candidatura, mentre ancora prima di assumere la funzione di consigliere comunale di Torino si era già dimesso da consigliere della Circ. 1 e da Consigliere comunale di Cella Monte, con ciò dimostrando il suo massimo rispetto per le prescrizioni di Legge. Ricordiamo che la decadenza fu originata da un'interpretazione fantasiosa delle norme, che prevedono la possibilità di candidarsi come consigliere comunale in due comuni e come sindaco in un altro comune. Alcuni (non ci sono altri casi noti) hanno ritenuto però che essendo il Sindaco dei comuni sotto i mille abitanti anche componente (non consigliere si noti...) del consiglio (non accade nei comuni grandi), conseguentemente questa fosse una terza candidatura a consigliere, quindi vietata per legge. Si tratta chiaramente di una interpretazione forzata, che peraltro non trova riscontro (ancora oggi) nei modelli di candidatura ufficiali predisposti dal Ministero degli Interni. E neppure del testo di legge che recita chiaramente:

Testo Unico Enti Locali 18 agosto 2000, n. 267
Art. 56. Requisiti della candidatura
1. Nessuno può presentarsi come candidato a consigliere in più di due province o in più di due comuni o in più di due circoscrizioni, quando le elezioni si svolgano nella stessa data. I consiglieri provinciali, comunali o di circoscrizione in carica non possono candidarsi, rispettivamente, alla medesima carica in altro consiglio provinciale, comunale o circoscrizionale.
2. Nessuno può essere candidato alla carica di sindaco o di presidente della provincia in più di un comune ovvero di una provincia.

Martucci si era candidato come consigliere comunale a Olivola e a Torino, e come sindaco a Cella Monte.

Chiunque sprovvisto di conoscenza della legge, ma con una certa dose di buon senso, avrebbe notato che le due disposizioni non sono collegate tra loro. Ma a testimonianza ulteriore si aggiunga che contro Martucci venne persino aperto un procedimento penale con richiesta di condanna a sei mesi di reclusione, e che al termine del processo (terminato il 12 aprile 2017, cioè sei anni dopo i fatti!) ha visto l'assoluzione piena di Martucci perchè il fatto non costituisce reato.

Ovviamente l'esito è che un a consigliere legittimamente candidatosi e legittimamente scelto dagli elettori è stato impedito di svolgere il suo mandato. Per capire la gravità di quanto accaduto, basti pensare che la legge Severino prevede la decadenza dalla carica solo per condanne definitive per gravi reati (ad. es. mafia, traffico di stupefacenti, peculato, concussione, corruzione...) o per chi ha subito una condanna definitiva per delitto non colposo superiore a due anni.

Si sappia quindi che questo è anche il paese dove lo spacciatore o il mafioso possono comunque restare quali consiglieri comunali fino alla sentenza definitiva, garanzie che non sono invece state applicate a Martucci, prosciolto dalle accuse, sei anni dopo... e in primo grado!