Abruzzo: vittoria? Si, grazie al crollo del PDL...
Premesso che andare alle elezioni dopo l'arresto del Presidente della Regione
per il centrosinistra è stato ovviamente devastante, il successo di Chiodi va
comunque analizzato più a fondo:
1) Chiodi prende più voti del totale delle sue liste, quindi era maggiore la
fiducia nell'ex sindaco di più che nei partiti.
2) Il PDL crolla. Perde infatti dalle politiche 6,5 punti
percentuali, pur rosicchiando un 2% da UDC e Destra (che quasi dimezza i suoi
voti).
In effetti senza le liste apparentate al PDL e in particolare senza la Lista
DC-Rialzati Abruzzo (che riporta il miglior risultato con un 7,5%) i
voti del solo PDL non sarebbero stati assolutamente sufficienti.
E' quindi evidente che senza l'apporto dei soggetti di centro DC-MPA (11% in
due) e senza i socialisti 1,5% il PDL non avrebbe dato possibilità di scelta
agli elettori, inoltre il numero di candidati (molto più numerosi in 4 liste che
in una sola) è stato determinante nel coinvolgere la popolazione, tutto ciò vale
a smentita definitiva del "PDL che vince tutto da solo".
Guardiamo cosa sarebbe successo se il PDL si fosse candidato da solo, l'UDC, la
DC, MPA, Destra e socialisti si fossero uniti in una sola coalizione tecnica, il
tutto a parità di risultati:
15 + 6 (listino)= 21 seggi al PDL (candidato presidente compreso)
6 seggi divisi tra UDC - DC - MPA - Destra e Socialisti
15 seggi al Centrosinistra (candidato presidente compreso)
(seggio più seggio meno ovviamente, ma è chiaro è un'ipotesi di scuola)
Chiodi pur vincendo fortemente come candidato presidente si sarebbe trovato
tecnicamente in minoranza nell'ambito del Consiglio Regionale con il forte
rischio di ingovernabilità.
Crollano quindi alcuni presupposti del PDL,
beninteso laddove per PDL intendiamo quel partito in cui tutti DEVONO entrare e
che non apparenta altre liste (vedi Elezioni Politiche 2008).
In questo scenario ci complimentiamo con i colleghi abruzzesi per l'ottimo
risultato della Lista Rialzati Abruzzo - DC che ha visto anche due ottimi
risultati: l'elezione del nostro Angelo Di Paolo e probabilmente del
nostro Gaetano D'Onofrio (attualmente è primo escluso ma potrebbe entrare
grazie alla rinuncia di un assessore).
La rana è nello stagno, ripeto la rana è nello stagno.